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NSFW 1:1

2025 | performance live-specific | in costruzione | scrivimi per sostenere il progetto 💫😇✨😘!!!

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Il lavoro di Enzo si inserisce all’interno di un orizzonte di pratiche urgenti, capaci di attraversare le fratture del presente e di attivare riflessioni profonde, in particolare tra le nuove generazioni. Al centro della sua ricerca si trova il corpo – e la sua esposizione – come spazio critico di resistenza, vulnerabilità e reinvenzione. Lo sguardo che propone è lucido e stratificato, tanto nell’analisi dei dispositivi digitali quanto nella costruzione di un’estetica performativa ibrida, dove linguaggio multimediale e ricerca scenica si fondono con precisione e forza espressiva.

Daniela Nicolò e Enrico Casagrande (Motus)

NSFW 1:1 è una performance solista live-specific che indaga la complessità del lavoro sessuale digitale e dell’economia affettiva legata alle piattaforme di contenuti NSFW (Not Safe For Work). Attraverso un linguaggio performativo ibrido, il progetto esplora le dinamiche di esposizione, vulnerabilità, consenso e sfruttamento del* content creator come soggettività iper-visibile, esposta in una relazione ambivalente tra potere e vulnerabilità, controllo e auto-sfruttamento, ponendo il corpo al centro di una narrazione contemporanea che incrocia tecnologia, politica e desiderio.
 

Il lavoro si concentra su tematiche quali bioeconomia dell’immagine, intimità algoritmica, consenso, pornografia della vendetta, dinamiche di controllo e sorveglianza, shadow work, dissociazione, e le complesse strategie di resistenza e riappropriazione nelle economie queer e marginali.
 

La performance si articola attraverso un solo corpo in scena, socialmente connotato come maschile, chiamato a incarnare le ambiguità, i desideri e le contraddizioni legate all’economia pornografica digitale. La scena diventa spazio critico di disarticolazione: il corpo maschile si muove in una tensione continua tra potere e vulnerabilità, consenso e coercizione, desiderio e mercificazione. È un corpo esposto, che abita la performatività come trappola e come possibilità.

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Screenshot da Reddit

Il progetto nasce dalla necessità di dare voce e corpo a un universo complesso e spesso marginalizzato, quello del lavoro sessuale digitale, non solo come fenomeno economico, ma come spazio di produzione culturale e politica. Intende aprire una riflessione critica sulle nuove forme di esposizione e sfruttamento, ma anche sulle possibilità di agency e trasformazione insite nelle pratiche performative e nelle economie queer (s’intenda per queer la stortura generale e non esclusivamente la comunità LGBTQ+).

ab-ovo

2024 | performance | archivio di-stratto | Terreno Comune V; Conviviale /1

“Assistiamo come spettatori a un convivio dall’aria tesa, cinque commensali vestiti di bianco consumano cibo e libri, un metronomo scandisce il tempo rarefatto di un pasto contratto. La parola si mescola violentemente al cibo provocando un mutamento nelle personalità. L’antipasto viene servito, il primo viene servito, il secondo viene servito: […]


La tensione a tavola aumenta esponenzialmente, la stanza si satura di parole e gestualità ridondanti.
Si arriva alla rottura, […].
Il dolce non viene servito, siamo alla frutta.
Il pasto viene dichiarato un fallimento, la condivisione ha portato allo scontro, l’incontro si è trasformato in annullamento.”

collettivo liiiquida

2024 > ab-ovo viene selezionato per partecipare a “Briciole”, la V edizione di Terreno Comune, festival organizzato dal SdS dell’Università Iuav di Venezia

2025 > selezione per partecipare a "Conviviale /1" del collettivo liiiquida

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Fotografia di Alessandro Trevisan

→ progetto in divenire, nasce come raccoglitore di impressioni, suoni, paranoie, suggestioni e metodi di ricerca intorno al nutrimento e alla parola
 
→ è un invito ad assorbire, a cercare e riconoscere ciò che si fa spazio nel margine del quotidiano
 
→ indaga l’assenza e la restanza, il ricordo e la traccia, restituendo domande senza pretesa di ricevere risposte
 
→ è un banchetto di voce e corpi, vecchi stralci e vecchie presenze, un archivio di cenci e bottoni ritrovati nel fondo di un cassetto e ricuciti insieme
 
“ab ovo usque ad mala” (“dalle uova fino alle mele”, e da questo il nostro “essere alla frutta”) era un antico proverbio latino in riferimento ai pranzi degli antichi romani la performance, della durata di circa 30 minuti, si divide in cinque momenti: amuse-bouche, antipasto, primo, secondo e dolce
 
un maggiordomo apatico perquisisce e accoglie cinque commensali che non si conoscono ad un pranzo atipico, fatto di cibo e libri, mentre un metronomo scandisce un tempo rarefatto che incalza ad ogni portata
 
l’atmosfera si riscalda quando i commensali si rendono conto che non possono avere un sano confronto: la parola salta inciampa e si mescola al cibo provocando l’annullamento di ogni singola personalità
 
la performance si interroga sull’impossibilità di mandare giù il passato (dato da quattro testi fondamentali della letteratura teatrale e non*), rimasticarlo e riconsegnarlo pulito, chiaro e necessario in vista di un futuro migliore
 
tuttavia l’esperimento è fallimentare, la cena non è portata a termine e un nuovo campione di commensali è chiamato a subentrare al gruppo per provare a raggiungere un equilibrato convivio

progetto archivio di-stratto

regia davide di liberto, bianca martinelli

composizione drammaturgica carolina celleghin, erica piatti, enzo riccio

sound design bianca martinelli, giovanni paladini

scenografia davide di liberto, giulia longoni

costumi carolina celleghin

performers matteo bison, carolina celleghin, giulia longoni, bianca martinelli, giovanni paladini, erica piatti, vittorio tommasi

durata 30’

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Fotografia di Camilla Formiconi

Come da invito, si ricorda ai gentili ospiti invitati al convivio che è assolutamente vietato introdurre ed utilizzare alla cena qualsiasi strumento che possa creare un concreto pericolo per le persone quali razzi, bengala, fuochi artificiali, petardi, strumenti per l’emissione di fumo o di gas visibile, o bastoni, mazze, materiale imbrattante o inquinante, oggetti contundenti o, comunque, atti ad offendere.

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